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Sefa-Utaki 斎場御嶽

Date: Updated:2017/12/01 Italiano , , ,

Prima di diventare la prefettura di Okinawa, queste isole appartenevano al regno delle isole Ryūkyū. Ancora oggi rimangono, nella storia e nella cultura di questo arcipelago, tracce di quell’antico passato.

Ciò che segue è la presentazione di uno di questi retaggi, Sefa-Utaki.

Cos’ha di speciale Sefa Utaki?

Il nome di questa località non ha subito influenze dalla lingua giapponese: deriva infatti da antichi termini locali, dove “Sefa” significa “punto più prominente” e “Utaki” è il termine con cui si designa un’area sacra secondo il credo delle isole Ryūkyū.

Il nome di questo luogo può essere quindi tradotto come “santuario supremo“.

Sefa-Utaki viene chiamato anche con i nomi di “Kimi-ga-take” e “Omo-ga-take no Ibi”: si trova nella parte meridionale dell’isola di Okinawa, a circa un’ora da Naha, nella cittadina di Nanjō.

Poco lontano dal mare, immerso in una rigogliosa foresta, si raggiunge questo curioso luogo camminando tra rocce dall’aspetto misterioso e antiche radici.

 

Qui troviamo sei Ibi (aree sacre), che custodiscono le zone dette Ufugui, Yuinchi e Sangui.

Questi nomi, che corrispondono a determinate zone del santuario, si possono trovare anche nel Castello di Shuri. Si dice infatti che i due siti abbiano avuto forti legami in passato: per questo motivo, il Castello di Shuri e Sefa-Utaki sono stati classificati come patrimoni universali UNESCO.

All’interno dell’area sacra troviamo alcune strutture di carattere religioso, a sinistra dell’ingresso dello Ufugui è la prima che si presenta agli occhi dei visitatori. Questo è un ampio piedistallo, utilizzato per pregare.

Sangui è probabilmente il simbolo dell’intero complesso: due enormi massi, appoggiati l’uno all’altro, formano un piccolo tunnel di forma triangolare.

Come arrivare a Sefa Utaki

Cliccate qui per sapere come raggiungere il sito.

Impressioni

Abbiamo visitato Sefa-Utaki nel mese di settembre, durante uno dei nostri viaggi a Okinawa.

Lungo la strada ci siamo imbattuti nel ponte di Nirai Kanai: questa è considerata una strada davvero pittoresca e percorrerla è un must, almeno per chi viaggia in auto. Purtroppo, il tifone di quei giorni non ci ha permesso di godere dello stupendo panorama.

Abbiamo lasciato la macchina al parcheggio di Sefa-Utaki e raggiunto l’entrata dopo qualche passo.

Non siamo esperti delle credenze di Okinawa, ma abbiamo percepito molta diversità rispetto ai siti buddhisti e shintoisti a cui eravamo abituati.

Ogni punto di interesse è provvisto di un pannello illustrativo in giapponese e inglese. Le spiegazioni, molto facili da capire, ci hanno fatto apprezzare ancora di più questo complesso.

Camminare tra i luoghi di Sefa-Utaki è stato come esplorare una giungla. A differenza del resto del Paese, qui sono molte le palme e le piante rampicanti. Il tutto fa dimenticare di trovarsi in Giappone.

Arrivando preso lo Ufugui, abbiamo percepito un che di misterioso: non c’era nessuna struttura in legno, come ci si aspetterebbe da un qualsiasi santuario shintoista. Tutto è composto da sole pietre scolpite, l’atmosfera è proprio quella di un luogo ancestrale.

Addentrandoci, siamo arrivati presso le rocce di Sangui. Questa è la parte più caratteristica del complesso, si dice che passando sotto i massi appoggiati tra loro si entri in un altro mondo.

Dall’altra parte, si scorgono tra le piante il mare e una lontana isola in un panorama meraviglioso. Siamo così riusciti più o meno a capire come mai gli antichi pensassero a questo come un luogo abitato da divinità.

Okinawa è molto famosa per il suo splendido mare e i suoi resort, noi consigliamo di includere nel vostro viaggio anche luoghi della cultura Ryūkyū come Sefa-Utaki.

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