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Osorezan – 恐山

Date: Updated:2018/04/18 Italiano, Senza categoria ,

Lo Osorezan è un’area sacra situata nella penisola di Shimokita, il punto più settentrionale della prefettura di Aomori. Da secoli considerata la porta degli inferi a causa dell’intensa attività vulcanica, costituisce, insieme allo Hieizan e al Kōyasan, uno dei luoghi più sacri di tutto il Giappone.

Che tipo di posto è lo Osorezan?

Situato nella remota penisola di Shimokita, lo Osorezan trova l’origine del suo nome in più teorie: in antichità veniva chiamato “Usoriyama”, ma pare che con la parlata di Shimokita iniziò a venire chiamato “Osorezan”.  Un’altra teoria fa derivare il nome dal termine in lingua ainu “ushoro (cavità)”. 

Ancora, si attribuisce il nome Osorezan al suo significato letterale, ovvero “montagna della paura“: ciò sarebbe dovuto all’aspetto “infernale” di questo luogo, dove l’attività vulcanica ha generato strane formazioni montane, laghi dall’acqua con colori insoliti e un odore di zolfo che aleggia in tutta la zona.

Tralasciando ora la parte naturale, il centro del lato spirituale di questo luogo è il tempio buddhista Bodai-ji, situato sulla riva del lago Usori. Lo Osorezan è considerato un monte dove le anime dei defunti si raccolgono: in luglio, durante lo Osorezan-matsuri, gli abitanti consultano le itako (veggenti cieche) presso il tempio.

Lo Osorezan è un luogo conosciuto per il culto dei defunti, che avviene attraverso le statue dei bodhisattva jizō, qui in grande numero sin dai tempi antichi. Nella regione di Shimokita si diche che “le anime che muoiono vanno alla montagna”.

Si tratta di un luogo diventato noto come meta di culto dove molti monaci si recano in pellegrinaggio, in quanto questi paesaggi si ritiene che questo sia la porta per l’altro mondo.

Come arrivare

Per sapere come raggiungere lo Osorezan cliccate qui!

Impressioni

Abbiamo visitato lo Osorezan venendo da Aomori, decidendo di dormire una notte nella penisola di Shimokita. Il cielo in quei giorni era leggermente nuvoloso, ma ciò creava quella che è forse l’atmosfera perfetta per questa zona.

Dal parcheggio si può subito vedere il ponte  che attraversa il fiume Sanzu: questo segna l’ingresso allo Osorezan, dividendo il mondo dei vivi da quello dei morti. Si ha in effetti l’impressione di entrare in un nuovo mondo una volta che si arriva al di là del ponte.

Proseguendo, siamo arrivati al tempio Bodai-ji: essendo un luogo dove vengono venerati i jizō, ci sono molte girandole dedicate ai mizuko (i bambini mai nati), in un’atmosfera un po’ tetra e fredda.

Sullo sfondo, dalle piane sulfuree si levava del fumo, facendo ben intendere come mai questo tempio sia sempre stato considerato un luogo di confine tra la vita ordinaria e l’illuminazione.

Vicino al tempio si trova la spiaggia di Gokura, una riva del lago Usori. Qui non ci sono altri edifici o attività umane, si tratta quindi di una zona dalla natura splendida ed incontaminata.

Tuttavia, data l’influenza dell’attività vulcanica, l’acqua di questo lago ha un valore estremamente elevato di acidità (PH3), non permettendo la proliferazione di forme di vita complesse.

Anche se abbiamo trascorso poco tempo allo Osorezan, abbiamo potuto imparare molto sul buddhismo, in un’esperienza che possiamo considerare molto significativa.

 

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