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Juniko – 十二湖

Date: Updated:2018/04/15 Italiano, Senza categoria ,

In questo articolo descriviamo Juniko, ossia la regione dei dodici laghi che presidiano il territorio del parco nazionale di Shirakami-Sanchi.

La prefettura di Aomori, la regione più a nord del Tōhoku e dell’isola dello Honshū, ospita una sconfinata natura, fatta di boschi, montagne e paesaggi incantati, e a onor del vero è una delle nostre mete preferite in Giappone!

Che cosa ha di speciale Juniko?

Provenendo dalla prefettura di Akita, a sud, subito dopo aver passato il confine prefettizio si incontra la zona dei dodici laghi. Molti di essi sono semplici stagni, ma costituiscono un ecosistema delicato e prezioso, che ha contribuito al riconoscimento del Parco Nazionale di Shirakami-Sanchi come Patrimonio dell’umanità Unesco.

Vista l’assenza di grandi centri abitati nei dintorni, l’accesso diretto a questa zona del Giappone da Tokyo e altre metropoli richiede diverso tempo, ma pernottando a Akita o Aomori il discorso cambia. A tal proposito, vi consigliamo di recarvi a Juniko utilizzando i treni della linea Gono, stretta fra mare e montagne, e considerata una delle più belle del Giappone (ne parliamo nel link relativo all’accesso). In particolare, essendo esposta a occidente, dal finestrino è possibile ammirare bellissimi tramonti incendiati sul Mar del Giappone.

Dalla stazione di Juniko, camminando per poche centinaia di metri si arriva al bosco che ospita i dodici stagni. In questa regione nordica, al posto delle distese di cedri rossi giapponesi (cryptomeria japonica), prendono spazio betulle e altra vegetazione più adatta ai rigidi climi invernali. Proprio la loro presenza ci colpì per il bianco delle cortecce dei tronchi che si estendevano attorno al nostro passaggio.

Dopo aver costeggiato diversi piccoli e grandi laghetti dalle varie forme, si arriva al pezzo forte del parco, lo stagno Aoike (che significa stagno blu). Come suggerisce il nome, questo piccolo laghetto è…

Blu!

Le tonalità di blu hanno dell’incredibile, e sono accentuate dalla trasparenza dell’acqua, filtrata dalla luce che illumina i tronchi caduti depositati sul basso fondo. Questo tipo di posto, dai Giapponesi, è considerato un “powerspot“, in quanto viene ritenuto che al suo interno si celi una forza divina, una sorta di spirito della Natura.

Ma le sorprese non sono finite… Proseguendo il percorso, si scorge una strana formazione rocciosa, quasi una cava naturale. Si tratta del “Nippon Canyon“. Un nome un po’ altisonante, probabilmente prodotto da un ingegnoso marketing della pro-loco di Juniko, che vuol far notare l’unicità di questa creazione della natura all’interno del Giappone. Senz’altro è uno scorcio particolare!

Come arrivare

Per scoprire come arrivare a Juniko, cliccate qui!

Impressioni

Questo nostro improvviso viaggio nel Tōhoku di qualche estate fa ci portò, nello stesso modo, in maniera casuale, a trovarci a Juniko.
Dopo esserci fermati per una notte a Sakata, nella prefettura di Yamagata, dopo esserci trovati con un amico, siamo partiti in macchina alla volta della prefettura di Aomori. Lungo la strada abbiamo fatto diverse pause, e dopo aver attraversato mari di risaie verdi intervallati da boschi e foreste, ci siamo ritrovati finalmente lungo la costa del Mar del Giappone.

Il litorale di Gono, sul quale ora ci trovavamo è reso celebre, come già menzionato, dall’omonima linea ferroviaria. Si tratta di una lunga ferrovia a singolo binario non elettrificato che attraversa una zona poco densamente popolata nel nord-ovest del Giappone. A causa del basso utilizzo, ha rischiato più volte la chiusura, ma una saggia promozione turistica ora ha permesso di sfruttarla per portare in giro turisti e appassionati del mondo delle ferrovie in tutti i giorni dell’anno!

Nelle vicinanze abbiamo fatto un’altra pausa presso l’osservatorio di Shikanoura, dal quale, complice il meteo favorevole, abbiamo potuto godere di un fantastico panorama dominato dal contrasto fra il blu di cielo e mare e il verde delle foreste retrostanti!

Dopo questa pausa, in altri pochi chilometri siamo arrivati alla stazione di Juniko. Qui abbiamo acquistato uno dei classici soft cream – i gelati tipici giapponesi – al gusto “Juniko blue” (il nome si rifà al gusto “Hawaii Blue”, la versione nipponica del nostro “gelato al puffo”.) Intanto suonava la campanella della stazione. Era in arrivo uno dei treni turistici (in particolare, il Resort Shirakami) della linea Gono! Amando pure noi i viaggi in treno e il variegato mondo delle ferrovie giapponesi, non potevamo esimerci dallo scattare alcune foto al convoglio in arrivo! Alla fermata in stazione, molte persone sono scese, e altrettante salite. La piccola stazione si è animata di voci e persone!

Dopo aver salutato il treno in partenza, siamo tornati in macchina e ci siamo diretti ai laghetti di Juniko (è fattibile anche a piedi, e durante l’estate ci sono dei bus dalla stazione).
Questa zona del Giappone, esposta a nord sul Mar del Giappone e verso la Siberia, anche in piena estate può risultare fresca, specialmente all’ombra, e quindi raccomandiamo di portarsi appresso anche delle maniche lunghe.

Dopo pochi minuti siamo arrivati allo stagno di Aoike. Situato al centro d un bosco, era come se gli alberi si fossero messi da parte per far spazio a un posto fatato; davanti ai nostri occhi si apriva una gemma di colore blu intenso, molto particolare!

Tutta la giornata ci ha accompagnati con il bel tempo, e siamo stati infine premiati da un tramonto praticamente perfetto, col sole che affondava piano piano nel mare.

Il parco nazionale di Shirakami-Sanchi ospita molti altri posti degni di una visita, come le cascate di Ashimon, che ci siamo promessi di visitare alla prossima occasione! Aomori, Akita, Iwate, e le altre prefetture a nord del Giappone: ancora poco conosciute, eppure ricche di paesaggi e aspetti degni di essere esplorati!

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