Parco Nazionale di Shiretoko – 知床国立公園

A noi di Around Japan piace raccontare in particolare di luoghi meno noti del Giappone, e i paesaggi naturali sono fra le nostre mete preferite. In questo articolo vi sveliamo cosa nasconde il Parco Nazionale di Shiretoko, sulla punta nord-est dell’isola dell’Hokkaido.

Localizzato – si può dire, seppur in termini relativi – all’estremo del Giappone, richiede un po’ di tempo per essere raggiunto, e per questo vi consigliamo di inserirlo in un itinerario di qualche giorno durante un viaggio in Hokkaido o nel nord del Giappone. Per quanto riguarda l’accesso, cliccate sul link nella sezione in basso.

Punti d’interesse del Parco

Il parco nazionale di Shiretoko si estende sull’intera penisola omonima, una delle tante “corna” dell’isola di Hokkaido, lunga, dalla base, circa 70 km. Per circa metà della sua estensione, inoltre, sono quasi totalmente assenti attività umane o manufatti, lasciando una delle più grandi superfici del Giappone completamente alla natura. Qui vivono in libertà volpi, cervi, diverse specie di uccelli, dai gufi alle aquile, e i temibili orsi bruni dell’Hokkaido. Visitando il parco, ancora in mano alla natura, dovrete sempre ricordare che gli ospiti siete voi.

Dal punto di visto antropico, si trovano due principali centri abitati, che potete usare come base per le vostre escursioni: Utoro, sulla costa nord, e Rausu, su quella meridionale.
Fra le due, quella più adibita e turistica è Utoro, che è anche una famosa stazione termale, direttamente sulle coste del Mare di Okhotsk condiviso con le isole russe di Sakhalin e l’arcipelago delle Curili.

Utoro

Ci occupiamo principalmente di Utoro, dove siamo stati tre volte in diverse occasioni. Questo piccolo centro urbano è il miglior punto di accesso alla maggior parte delle attrazioni che offre il parco: i cinque laghi, le cascate di Kamuiwakka e di Oshinkoshin, le crociere dirette alla punta finale della penisola, e per chi vuole avventurarsi nelle profondità, è la base ideale per diversi percorsi di trekking.

I posti per pernottare variano molto: si va da hotel raffinati dal design un po’ scandinavo, come Kifuu Club Shiretoko, all‘ostello della gioventù di Iwaobetsu (aperto solo in piena estate), ai diversi ryokan e minshuku della città. Presso i migliori ryokan potrete anche sperimentare la fresca e deliziosa cucina marittima del luogo, dove gustosi ricci di mare e succulenti granchi delizieranno i vostri palati!

I cinque laghi

All’interno dell’area protetta del parco, a circa 15 km da Utoro, si trova uno spettacolare percorso pedonale attorno a cinque piccoli laghi di varie dimensioni situati su un piccolo altopiano a ridosso dell’oceano. La camminata, che dura da 1 a circa 3 ore, a seconda del percorso scelto, offre viste suggestive sulla catena montuosa dello Shiretoko. A tal proposito, consigliamo l’inizio dell’estate, fra fine maggio e metà giugno, quando le montagne sono ancora cariche di neve.

Questa zona, inoltre, essendo poco urbanizzata e protetta, contiene una buona parte della popolazione degli orsi “higuma” dell’Hokkaido, senza dubbio gli animali terrestri più grandi e temibili del Giappone. Per questo motivo, a seconda del periodo (di solito da maggio a luglio) in cui visiterete il parco, parte del percorso (quello “a terra”), dovrà essere obbligatoriamente fatto prendendo parte a un tour organizzato da un ranger locale, in modo da essere pronti nel caso uno di questi plantigradi dovesse apparire davanti a voi. Le frequenze dei tour sono ogni 10, 15 minuti, ma se visitate la zona in piena estate raccomandiamo di prenotare almeno la sera prima (online a questo sito, oppure al centro di informazioni turistiche di Utoro).

Al termine del percorso che si snoda fra i cinque laghi, rimane un’ultima parte in sopraelevato, da cui vi sono dei bei punti di osservazione che permettono di scorgere le montagne, il mare di Okhotsk e, con un po’ di fortuna, qualche orso, ma da un punto sicuro e privilegiato. Quest’area è sempre accessibile, e potete visitarla anche senza guida.

Passo Shiretoko

Utoro e Rausu sono collegate dalla statale 334, che culmina nel passo dello Shiretoko, un must se vi spostate in auto in questa zona del Giappone, in quanto questo percorso è veramente uno dei più belli di tutto il Giappone. Provenendo da sud, diversi tornanti si proiettano verso il monte Rausu che, con 1660 metri di altitudine, è il tetto dello Shiretoko. Se visitate questa zona entro i primi di luglio, lo troverete ancora coperto dalla neve.

Una volta giunti al passo, avete a disposizione un piccolo parcheggio con una stele commemorativa posta dinanzi al profilo del monte. Su entrambi i lati potete vedere il mare: Okhotsk a nord, e lo stretto di Nemuro, a sud. Se il clima lo concete, vedrete chiaramente l‘isola di Kunashiri (Kunasir), la più meridionale delle isole Curili controllate dalla Russia e rivendicate dal Giappone.

Se, alla discesa verso Utoro programmate per bene il tempo, potete assistere a un meraviglioso tramonto, come quello a cui noi abbiamo avuto la fortuna di assistere.

Crociera verso il Capo Shiretoko

Un’altra delle attività che non potete perdervi nel parco nazionale, è una crociera di qualche ora lungo la costa, e verso il capo Shiretoko. A seconda della stagione in cui andate, la distanza permessa alle navi potrebbe essere ridotta, e nel nostro caso, poiché siamo stati in maggio, abbiamo potuto raggiungere la Roccia di Godzilla, a circa metà della penisola.

Dopo essere saliti su un’imbarcazione al porto di Utoro (vi sono diverse agenzie locali, e anche qua potete prenotare in anticipo o acquistare il biglietto direttamente in loco se andate in un periodo non affollato), la nave vi mostrerà diverse formazioni rocciose lungo le ripide scogliere. A un certo punto potrete anche vedere la cascata di Kamuiwakka, la cui acqua, alimentata dallo sciogliersi dei ghiacci delle montagne, scroscia direttamente verso il mare di Okhotsk.

Particolarmente suggestivo è il momento in cui l’imbarcazione si dirige al largo, e il gioco di prospettiva svela la catena montuosa imbiancata di neve, che crea un magico contrasto con l’acceso verde dell’erba e il blu del cielo!

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