L’arcipelago di Izu

Tokyo, la capitale del Giappone, è per antonomasia l’espressione moderna, futuristica e caotica di questo paese, con i suoi grattacieli, treni che sfrecciano in ogni dove, migliaia di ristoranti e decine di musei, fra i più disparati.

Eppure, Tokyo, se intesa come suddivisione amministrativa, non è tutta città. Infatti, solo la parte orientale della prefettura metropolitana è costituita dalla zona densamente popolata e urbanizzata nota, appunto, come Tokyo (in particolare i 23 quartieri speciali -ku), mentre lungo la “coda” che si estende verso ovest, oltre a diverse cittadine più o meno grandi, si estendono vaste aree coperte di foreste e montagne (la zona di Oku-Tama).

Rincarando la dose, ancora meno persone sono a conoscenza che Tokyo possiede diverse isole subtropicali. In questo articolo parliamo di alcune di esse, l’arcipelago di Izu, costituito da un centinaio fra isole, isolotti e scogli, che però scendono a 9, se consideriamo solo le isole abitate e, quindi, visitabili.

Posizione e nomi

Le isole di Izu sono spruzzate su un tratto di Oceano Pacifico di circa 400 km, iniziando con l’isola di Izu-Ōshima, situata nella baia di Sagami, fino alla remota e difficilmente raggiungibile (ma noi ce l’abbiamo fatta!) isola di Aogashima.

L’enorme distesa verde della caldera del monte Nishi di Hachijōjima

Andando per quasi altri 1000 km verso sud-est, in pieno Pacifico, si trovano le isole di Ogasawara, anche esse sotto l’amministrazione di Tokyo, e a tutti gli effetti isole tropicali, ma di quest’ultime parleremo in un articolo separato in futuro.

Le principali isole dell’arcipelago di Izu sono:

  • Izu-Ōshima (伊豆大島)
  • Toshima (利島)
  • Niijima (新島)
  • Shikinejima (式根島)
  • Kōzushima (神津島)
  • Miyakejima (三宅島)
  • Mikurajima (御蔵島)
  • Hachijōjima (八丈島)
  • Aogashima (青ヶ島)

Che cosa ha di speciale l’arcipelago di Izu?

Appunto, con tutto quello che c’è da vedere in Giappone, perché dover andare apposta su queste isole?

Beh, provate a pronunciare “isola” e “Pacifico” nella stessa frase. Questo binomio non vi fa venire in mente anche la parola “tropicale“?

Ok, se avete visualizzato spiagge di sabbia di borotalco, con palme, noci di cocco e mare dalle mille sfumature turchesi, forse vi siete spinti un po’ troppo in là con la fantasia (però a Okinawa sarete soddisfatti), però su queste piccole isole in balia dell’impervio Oceano Pacifico, forse troverete quel pizzico di avventura che magari state cercando per il vostro viaggio in Giappone!

Queste isole sono fondamentalmente di tipo vulcanico, create dall’eruzione di vulcani sottomarini che, nel corso degli anni, hanno prodotto magma e lava fino a uscire dalla superficie del mare (questo fenomeno sta creando anche un’isola a sud, a largo di Okinawa).

La distesa di deserto vulcanico dietro al monte Mihara a Ōshima 

Per questo motivo la composizione del terreno è di tipo vulcanico, con sabbia nera e formazioni rocciose derivanti dalla solidificazione del magma.

La vegetazione è di tipo subtropicale, con dense foreste che ricordano maggiormente una giungla del sudest asiatico che non boschi di cipressi tipici del Giappone “continentale”, così come la fauna, che annovera decine di specie endemiche (presenti solo su queste isole), come la lucertola Plestiodon latiscutatus, o il coleottero Lucanus gamunus.

Allo stesso tempo, dal punto di vista umano, è interessante osservare lo stile di vita, rilassato e lontanissimo dagli stressanti ritmi di Tokyo, degli abitanti dei villaggi che punteggiano queste isole.

Vista del villaggio di Kōzushima-mura dal trecking lungo il monte Tenjō

In molte di queste isole, non troverete nemmeno un combini (convenience store, i negozietti aperti 24 ore su 24, come Family Mart, Seven Eleven, Lawson e altri, che nelle grandi città trovate più o meno camminando massimo 100 metri da dove vi trovate), e le comodità sono limitate.

Cosa vedere e cosa fare

Ogni isola ha la sua specialità da offrire al visitatore, dalla scalata di un vulcano attivo, allo snorkeling, fino a spiagge perfette per praticare il surf. O, ancora, fantastiche terme, con vasche all’aperto da cui osservare il tramonto e la sagoma del lontano Monte Fuji, cieli stellati incredibili la notte, e cucina del luogo incredibilmente fresca e economica (in particolare, il sashimi prodotto con il pesce proveniente dall’arcipelago).

Riassumiamo in breve, in attesa di articoli ad hoc per ogni isola, le caratteristiche delle principali isole qui sotto.

Izu Oshima (伊豆大島)

Oshima, che significa “grande isola”, coi suoi 93 km quadrati è leggermente più estesa di Pantelleria, in Sicilia. Quest’isola vulcanica, possiede al suo centro il vulcano Mihara, una possente montagna di 758 metri, con all’interno una grande caldera.

Il paesaggio un po’ Hawaiiano del monte Mihara

Proprio questo vulcano da all’isola il suo carattere e i suoi colori. Una vasta distesa di roccia e sabbie vulcaniche, forgia paesaggi quasi lunari, mentre un’altra famosa attrazione dell’isola è la lunga spiaggia di sabbia nera di Sanohama.

Niijima (新島)

Quest’altra grande isola è nota per la sua forma allungata, e l’estesa (oltre 5 km!) spiaggia di Habushiura rivolta a est, sull’Oceano Pacifico, dove potete trovare incredibili onde per praticare il surf!

Fra le altre attività, a Niijima potrete incontrare facilmente delfini e altri cetacei, trovandosi sulla corrente Kuroshio.

Link originale della foto (photozou)

Toshima (利島)

Su questo vulcano dormiente di circa 500 metri (monte Miyatsuka) che si erge dalle acque dell’oceano, vivono meno di 350 persone, per lo più dedite alla pesca. Toshima è famosa specialmente in inverno, per la fioritura di camelie rosse, io cui alberi costituiscono l’80% della vegetazione totale!

L’isola vista sorvolata in elicottero con un berretto di nuvole.
Link originale della foto (photozou)

Shikinejima (式根島)

Situata a ovest di Niijima, è spesso visitata in set con quest’ultima. Se Niijima è il paradiso per chi ama fare surf, Shikinejima richiama molti appassionati di snorkeling, grazie alle sue calme calette protette dalle onde, ideali per esplorare in sicurezza i bassi fondali.

Tomari, la più rinomata spiaggia di Shikinejima.
Link originale della foto (photozou)

Kozushima (神津島)

Il nome di questa isola, tradotto significa “porto degli dei“. E non è difficile capire perché in antichità le fosse stato dato questo nome, visto il colore cobalto con cui le acque accolgono le navi che vi arrivano!

Akazaki, meravigliosa zona ideale per snorkeling e esplorazione subacquea. Per chi ha voglia di un po’ di adrenalina, c’è anche un trampolino per tuffi nel mare!

Grande come Favignana (18 km quadrati), l’isola è composta da due nuclei vulcanici, mentre il villaggio principale si trova sulla sponda ovest, dove si trova anche la bella spiaggia di Maehama. Un po’ più a nord, raggiungibile in bus o in bicicletta, la zona scogliosa di Akasaki, con un bellissimo mare trasparente ideale per lo snorkeling!

Miyakejima (三宅島)

Quest’isola, nel 2000, a causa di un’imminente eruzione vulcanica, venne evacuata completamente, e rimase disabitata per circa 5 anni. Questo ha permesso alla natura, selvaggia e aspra di quest’isola, di prendere possesso di molti degli artefatti umani, e tuttora quest’isola viene visitata, seppur ancora da poche persone, vista la difficoltà nell’essere raggiunta, per assaporare questo tipo di sensazione.

Mikurajima (御蔵島)

Centinaia di delfini vivono e nuotano attorno a questa piccola isola, a 190 km da Tokyo. Infatti una delle più famose attività disponibili a Mikurajima è la possibilità di nuotare assieme a loro, con un tour da prenotare!

Nuotare con i delfini, a Mikurajima è possibile!
Foto wikipedia commons.

Per chi preferisce rimanere sulla terraferma, l’isola ospita tantissimi alberi secolari, che con le loro radici e rami avvitati, trasmettono ciò che hanno visto negli anni, quando, forse, ancora nessun uomo aveva messo piede su queste terre.

Hachijōjima (八丈島)

Con circa 70 km quadrati di estensione, dopo Izu Ōshima, è la seconda dell’arcipelago. Di forma allungata, a nord e a sud sono presenti due complessi vulcanici, e la città si trova in una zona pianeggiante al centro.

L’atmosfera tropicale di Hachijōjima vi rapirà

Pascoli, terme, cieli stellati, e incredibili percorsi di trekking vi condurranno a mistiche caldere riempite da foreste millenarie.

Questo piccolo paradiso tropicale possiede un aeroporto sufficientemente grande per permettere voli di linea con Tokyo. Da Haneda, potete volare con ANA in soli 50 minuti!

Aogashima (青ヶ島)

Qui siamo ai limiti fra il viaggio e la follia. Aogashima, infatti, è forse il luogo più difficile da raggiungere in Giappone dopo Iwojima (la celebre isola teatro di battaglie durante la guerra). No, per Aogashima non servono particolari richieste o permessi, è semplicemente remotissima!

La caldera di Aogashima, ha ispirato diversi romanzi e anime, in Giappone.

Ma una volta arrivati qua, a quasi 500 km da Tokyo, in mezzo all’Oceano, vi ritroverete in un mondo a parte, popolato da sole 150 persone, che pur essendo, tecnicamente, residenti a Tokyo, non possono esserlo! – vi direte -.

A volte soprannominata “l’ultima frontiera del Giappone”, questa isola, che fra l’altro possiede una doppia caldera al suo interno, rappresenterà una vera e propria conquista, nel vostro viaggio!

Come arrivare

Sperando di avervi messo un po’ di pulci nelle orecchie con questi spunti, presto torneremo con alcune informazioni su come raggiungere queste isole.

A onor di cronaca, a gennaio 2019 possiamo dire di essere stati su 4 di queste isole: Izu-ōshima, Kōzushima, Hachijōjima e sì, persino Aogashima!